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Autotrapianto capelli: al Centro Medico M.R. di Bergamo il chirurgo risponde.

Dal 24 al 30 settembre prima visita e consulto gratuiti per prevenire la calvizie e conoscere le tecniche mini invasive per la ricrescita dei capelli.

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Al via la settimana dedicata all’autotrapianto di capelli al Centro Medico M.R. di Bergamo: dal 24 al 30 settembre sarà infatti possibile prenotare una prima visita con consulto gratuito e conoscere tutti i vantaggi dell’autotrapianto di capelli. «La calvizie è una problematica a decorso lento ma costante e imprevedibile e un consulto specialistico in questi casi rappresenta il modo migliore per analizzare il proprio caso in maniera approfondita e individuare il percorso di risoluzione più opportuno – spiega il chirurgo Luca Lungo Vaschetto, operativo presso il centro di via Passo del Vivione -. Spesso, infatti, il primo approccio alla calvizie è inesatto o addirittura controproducente: per arginare il problema si tende a sperimentare metodi fai da te inefficaci o prodotti farmacologici che possono produrre effetti collaterali o risultati indesiderati».

La calvizie non è un problema solo maschile: anche le donne, infatti, ne soffrono con percentuali che sfiorano il 40%. Si manifesta con diradamento e assotti-gliamento dei capelli ma non solo: «La caduta dei capelli – prosegue Vaschetto – è scatenata da patologie come ad esempio la mancanza di ferro, i disturbitiroidei, il lichen planopilaris e l’alopecia areata, ma la causa di perdita dei capelli può essere anche lo stress che può innescare la caduta di capelli già geneticamente programmata».

Ma in cosa consiste la tecnica dell’autotrapianto? «Esistono due tecniche – spiega il chirurgo -. La prima è la tecnica Fut che prevede l’escissione di una losanga prelevata chirurgicamente dalla nuca e contenente fino a un massimo di 4000 unità follicolari a seconda della densità per centimetro quadrato e della lunghezza. La seconda tecnica è la Fue che prevede l’estrazione delle singole unità follicolari senza necessità di effettuare il taglio sulla nuca. Con la prima tecnica si recuperano molte unità follicolari da impiantare in una sola seduta, nella seconda le unità follicolari prelevabili sono inferiori. La scelta dell’una o dell’altra è a discrezione del chirurgo: ad ogni modo si tratta di un intervento poco invasivo che non necessita di prericovero e degenza. Anche i tempi sono ridotti: l’intervento si svolge in una sola mezza giornata e i risultati sono visibili fin da subito».

Ma attenzione ai risultati: «È fondamentale rivolgersi a professionisti con provata esperienza e che operano quotidianamente seguendo aggiornamenti costanti – conclude Vaschetto -. L’autotrapianto dei capelli, infatti, è un intervento chirurgico e coinvolge figure specializzate che, insieme al chirurgo, contribuiscono al buon esito dell’intervento garantendo la sicurezza del paziente».

ansa per centro medico mr

La blefaroplastica riguarda anche la vista non solo l’estetica.

Un intervento per sembrare più giovani ma che talvolta si rivela necessario per chi ha problemi palpebrali: ne parliamo con la dott.ssa Concetta Borgh, chirurgo plastico ed estetico che opera presso il Centro Medico M.R. di Bergamo.

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È il terzo intervento più praticato al mondo non solo per ringiovanire lo sguardo ma anche per esigenze visive. Stiamo parlando della blefaroplastica che, dopo liposuzione e mastoplastica additiva, è il terzo intervento chirurgico più praticato al mondo, con oltre un 1 milione e 346 mila interventi rilevati. Anche in Italia il ringiovanimento dello sguardo è il terzo intervento più richiesto dopo aumento del seno e liposuzione con 42.483 interventi effettuati nel 2016.

L’età di formazione delle borse palpebrali può variare molto in base a fattori costituzionali e abitudini di vita. Generalmente si presenta a partire dai 35 anni, per rendersi via via più evidente con il passare del tempo come spiega la dott.ssa Concetta Borgh, chirurgo plastico ed estetico che opera presso il Centro Medico M.R. di Bergamo: «Con l’invecchiamento la pelle delle palpebre perde tonicità e comincia a cedere. Muscoli, tendini e le altre “strutture di sostegno” interno si rilassano, consentendo al grasso che circonda il globo oculare di spingersi in avanti, formando in qualche caso borse intorno agli occhi. Aldilà del fatto estetico, questi fenomeni possono creare anche difficoltà alla funzione visiva perché intralciano la visuale e riducono il campo visivo, creano difficoltà nell’indossare lenti a contatto, causano irritazioni dovuti allo sfregamento degli strati di pelle in eccesso, determinano stanchezza palpebrale dovuta a un iperlavoro dei muscoli».

L’intervento di blefaroplastica si effettua sempre in ambulatorio chirurgico, non richiede degenza e, in base alla risposta personale, le conseguenze post chirurgici scompaiono nell’arco di una settimana: «La blefaroplastica si esegue in anestesia locale, anche in abbinamento con una sedazione cosciente, in modo da non essere completamente vigili nel corso dell’intervento – spiega Borgh -. L’anestesia generale per questo tipo di procedura ormai è quasi completamente abbandonata. I tempi operatori per una blefaroplastica completa bilaterale sono all’incirca di un’ora e nella stragrande maggioranza dei casi i pazienti possono far ritorno a casa il giorno stesso dell’intervento».

Anche se il lifting in questa zona del viso può aiutare ad illuminare gli occhi e ad avere uno sguardo più giovane e «fresco», la pelle cadente nella zona degli occhi è a volte più di una problema estetico. «Una pelle pesante sulle palpebre superiori, come se si appoggiasse sulle ciglia, può causare affaticamento oculare e addirittura interferire con la vista – conclude Borgh -. Si ricorre in questo caso a un intervento definito di blefaroplastica funzionale per rimuovere la pelle in eccesso, ed eventualmente anche il grasso, dalla palpebra superiore e inferiore».

blefaroplastica Ansa

Ernia del disco e sciatica: al Centro Medico M.R. di Bergamo la cura naturale è nella chiropratica.

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Niente farmaci, bisturi o punture: questa è la chiropratica, uno dei metodi di cura naturale più diffusi al mondo finalizzato a individuare e correggere le cause che provocano problemi fisici come il mal di schiena. La chiropratica si basa su principi molto semplici: nella colonna vertebrale risiede infatti gran parte del sistema nervoso, pertanto i problemi che la coinvolgono possono causare un alterato funzionamento del sistema nervoso stesso. In quest’ottica venerdì 1 febbraio il Centro Medico M.R. di Bergamo promuove la giornata della cura naturale della sciatica ed ernia del disco con visita di valutazione e trattamento al costo del solo trattamento (72 euro) su prenotazione (tel. 035.4236140).

La conferma dell’efficacia del trattamento chiropratico dell’ernia del disco senza farmaci e chirurgia arriva da uno studio clinico presentato al Congresso mondiale sul mal di schiena a Dubai ed effettuato dal dottor Dr. Andrea Clementoni, chiropratico laureato al Palmer College of Chiropractic in Usa e operativo presso il Centro Medico M.R. di Bergamo: «Insieme allo staff medico del Centro Medico e del Centro di Radiologia e Fisioterapia abbiamo condotto uno studio clinico sull’efficacia del trattamento chiropratico di persone con lombalgia e sciatica in presenza di ernia del disco – spiega Clementoni -. Dopo il ciclo di trattamento chiropratico oltre l’85% dei pazienti ha riportato l’eliminazione o la rilevante riduzione del dolore lombare e della sciatica ed eliminato il ricorso a farmaci steroidei o antiinfiammatori. Il tutto con una riduzione netta del rischio di intervento chirurgico. Questo studio avvalora ancora di più l’efficacia della chiropratica che si basa su principi molto semplici: nella colonna vertebrale risiede infatti gran parte del sistema nervoso e i problemi che la coinvolgono possono causare un alterato funzionamento del sistema stesso».

Ma quali sono le cause dell’ernia del disco? «Sedentarietà, lavori pesanti, posture inadeguate protratte, incidenti, sport inadatti, stress, borse o zainetti pesanti portati dalle donne o, peggio, da bambini, tacchi alti, persino la malocclusione dentale possono causare perdita della normale mobilità della colonna vertebrale e provocare irritazione dei nervi e disfunzioni dei dischi intervertebrali – prosegue il chiropratico -. Durante la visita si approfondisce la storia clinica del paziente, si valutano lastre ed esami radiologici, si osserva con attenzione come la persona cammina. Poi si procede all’analisi della postura. Si eseguono anche test neuro-muscolari di Kinesiologia applicata e altri test specifici. Lo scopo è ricercare le vere cause degli squilibri che provocano problemi alla colonna vertebrale».

Dopo la valutazione iniziale, il trattamento chiropratico consiste nell’utilizzo di tecniche manuali specifiche e tecniche non manipolative (craniali, miofasciali e sui punti meridiani): «Le metodiche che adotto sono indolori e portano a ripristinare il corretto allineamento e la naturale mobilità della colonna vertebrale – conclude Clementoni -. Subito dopo il trattamento spesso si ha sollievo istantaneo: le tensioni muscolari si allentano e si riduce pressione su nervi e dischi intervertebrali, i dolori articolari si riducono e il sistema nervoso si rilassa».

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